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      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._copertina

      MSTRPLN.FVG

      Masterplan delle aree militari dismesse del Friuli-Venezia Giulia
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._numeri della dismissione e fonti bibliografiche
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._Caserma Cantore a Tolmezzo

      Il Masterplan delle aree militari dismesse, elaborato nell’ambito della Variante al Piano di Governo del Territorio del Friuli Venezia Giulia, rappresenta un approfondimento strategico e innovativo volto a valorizzare un patrimonio unico in Europa per estensione e offrire alla Regione uno strumento organico per leggere e pianificare un fenomeno che incide sia su scala locale sia regionale.

      La dismissione dei siti militari, a lungo trascurata dalla pianificazione, non è assimilabile a quella industriale: per dimensioni, distribuzione e storia costituisce una peculiarità del Friuli Venezia Giulia, che oggi si confronta con oltre 5.000 ettari di aree militari, di cui più di 850 dismessi. Dopo 25 anni, meno del 30% di questi siti ha trovato un nuovo uso, segno che i comuni – spesso troppo piccoli per affrontare da soli riconversioni complesse e costose – necessitano di visioni e strumenti sovralocali.

      La ricerca risponde a questa esigenza con due obiettivi principali: analizzare la dismissione militare a scala regionale e definire strategie credibili di riconversione tramite un abaco di scenari allineato alle visioni regionali.

      la mappatura

      La mappatura dei siti militari, avviata nel 2016 con Un paese di primule e caserme e ampliata negli anni successivi, è oggi un sistema complesso e integrato che conta 619 siti, inclusi quelli difficilmente localizzabili. L’uso del GIS ha permesso di connettere dati eterogenei e di far emergere nuove relazioni tra il territorio e le aree militari, storicamente considerate “separate”. L’ambizione del lavoro è trasformare un’eredità ingombrante in una leva per il futuro del territorio regionale.

      La ricerca ha ricostruito come la Regione Friuli Venezia Giulia abbia affrontato nel tempo la dismissione delle aree militari, restituendo un quadro frammentato: molti interventi puntuali e nessuno strumento capace di leggere il fenomeno nella sua interezza. Parallelamente all’analisi normativa è stata costruita una bibliografia tematica, il cui contributo più consistente proviene dal mondo accademico, con ricerche spesso ancorate a singoli casi studio. Tra le pubblicazioni, il volume Il riuso delle caserme in piccole e medie città, a cura di Elena Marchigiani e Paola Cigalotto, offre il quadro più aggiornato e utile al Masterplan.

      Corde_Un paese di primule e caserme_©archivio corde a.a._animazione libro
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._copertina de Un paese di primule e caserme
      CORDE_PGT.FVG_©archivio corde a.a._interni della Caserma 2 Novembre
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._Caserma Bertolotti

      La mappatura dei siti militari si è basata sulla consultazione di molte fonti: leggi, cataloghi regionali, dati catastali, documenti del Demanio, ricerche universitarie, portali tematici e sopralluoghi. Il risultato è stato trasferito in una mappa GIS che oggi raccoglie 619 siti, analizzati in tre grandi sistemi informativi: Insediativo, Verde/Blu e Mobilità. Per ciascuna area sono stati poi definiti oltre 60 criteri, trasformando la mappatura in un database interrogabile capace di mettere in relazione caratteristiche, criticità e potenzialità.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._sistema della mappatura in GIS, nuovi criteri assegnati alle aree, metadati consultati e la tabella attributi delle aree mappate

      La classificazione dei siti mappati costituisce il primo ordinamento del patrimonio militare e rappresenta la base per le analisi successive, finalizzate a comprenderne le caratteristiche e a definirne i possibili scenari di riconversione. I sei gruppi individuati in Un paese di primule e caserme risultano ancora validi e sono stati adottati per organizzare l’intera mappatura, che comprende sia siti dismessi sia siti ancora in uso, poiché molti di questi ultimi sono prossimi alla dismissione e potenzialmente rilevanti per il Masterplan.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo A

      GRUPPO A | Singoli edifici militari
      Piccoli complessi costituiti da uno o pochi edifici, destinati a funzioni puntuali come sorveglianza o alloggio del personale.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo B

      GRUPPO B | Caserme e cittadelle militari
      Aree recintate di media estensione organizzate come vere e proprie “città militari”, con edifici e servizi diversificati che hanno storicamente influenzato il contesto urbano e socioeconomico circostante.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo C

      GRUPPO C | Polveriere, depositi munizioni, poligoni e aree addestrative 
      Aree molto estese, progettate per sicurezza e isolamento. Presentano spesso criticità ambientali dovute alle attività svolte, ma anche un’elevata qualità ecologica derivata dalla lunga assenza di antropizzazione, con potenziale ruolo in strategie ambientali e di rigenerazione territoriale.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo D

      GRUPPO D | Infrastrutture militari (vie, percorsi, aviosuperfici)
      Comprendono percorsi e superfici dedicate alla movimentazione dei mezzi e alle operazioni logistiche, incluse aviosuperfici e relative aree di supporto, caratterizzate da forte impatto territoriale.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo E

      GRUPPO E | Opere e fortificazioni
      Strutture della Prima Guerra Mondiale di alto valore storico e paesaggistico, spesso in posizioni strategiche. Le fortificazioni più recenti, della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda, pur meno pregiate, presentano spazi ipogei e sistemi difensivi complessi, oggi potenzialmente valorizzabili in chiave culturale e museale.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._gruppo F

      GRUPPO F | Aree militari generiche
      Edifici e spazi con funzioni eterogenee — depositi, magazzini, scuole, uffici — spesso complementari a insediamenti militari più estesi.

      i Sistemi Regionali

      Il Piano di Governo del Territorio (PGT) interpreta il territorio esistente attraverso tre livelli strutturali principali: Sistema Insediativo, Sistema della Mobilità e Sistema delle Reti Verdi/Blu. Sovrapporre a questi la mappatura dei siti militari dissolve la separazione tra pianificazione militare e territoriale, consentendo una lettura dei singoli Sistemi Territoriali (STL) capace di coglierne fragilità e potenzialità.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 01, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 02, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 03, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 04, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 05, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 06, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 07, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 08, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 09, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 10, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._STL 11, i siti militari e i livelli strutturali analizzati
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._legenda STL

      i numeri della dismissione

      La mappatura GIS dei siti militari offre un quadro ampio e interrogabile, ma da sola non restituisce una lettura immediata delle quantità e delle caratteristiche qualitative. Una serie di schemi e infografiche colma questo limite, rendendo più leggibile l’entità del fenomeno: escludendo le fortificazioni campali, i siti censiti sono 453 e coprono oltre 50 milioni di m², un’estensione paragonabile all’intero territorio comunale di San Quirino — dato che rende percepibile la scala della militarizzazione del suolo friulano. Di questa superficie, l’83% appartiene a 275 siti utilizzati, di cui 80 dismessi e recuperati e 195 ancora in funzione; i restanti 178 siti sono dismessi e inutilizzati, occupano circa 8,5 milioni di m² e costituiscono l’oggetto del Masterplan.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._superficie del comune di San Quirino
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._numeri della dismissione dei siti militari
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._superfici della dismissione dei siti militari

      Nella classificazione dei siti militari, l'analisi dei 453 siti complessivi mostra come i gruppi più consistenti, per numero ed estensione, sono il Gruppo B (caserme e cittadelle militari) e il Gruppo C (polveriere, poligoni e aree addestrative). Gli altri gruppi risultano marginali e il Gruppo D (infrastrutture militari) non compare tra i siti dismessi. Emergono come più critiche le STL 1, 2, 5, 7 e 11, caratterizzate da estensioni e volumetrie particolarmente rilevanti da riconvertire.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._analisi degli STL, numero, superfici e volumi dei siti militari
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._classificazione dei siti militari individuati nell'analisi

      I singoli comuni del Friuli Venezia Giulia — con una media di poco più di 5.000 abitanti — difficilmente possono affrontare autonomamente la trasformazione di siti che spesso eguagliano in dimensioni i loro stessi centri abitati. Il limite principale è la scarsità di personale in grado di gestire la complessità progettuale, amministrativa e finanziaria che questi interventi richiedono. La mancata riconversione di molti siti a oltre 25 anni dalla dismissione ne è la conferma più eloquente.

      Partendo da questa premessa, è stata messa in relazione la superficie dismessa con il bilancio comunale, ottenendo quello che abbiamo definito la “febbre“: un indicatore utile a individuare i comuni più esposti al rischio di immobilismo. Il nodo critico non è tanto la disponibilità economica in senso stretto, quanto la carenza di risorse umane e professionali: comuni con bilanci contenuti e ampie superfici dismesse faticano a costruire internamente le competenze necessarie per governare processi di riconversione complessi, che richiedono figure capaci di muoversi simultaneamente su fronti progettuali, amministrativi e finanziari. I più fragili sotto questo profilo risultano Attimis, Lusevera, Sequals, Visco e Sgonico, sui quali sarà necessario porre particolare attenzione nella pianificazione intermedia delle rispettive STL.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._analisi delle superfici non utilizzata e media dei bilanci

      la metodologia interpretativa dei dati

      I siti militari sono stati orientati verso la distinzione di due categorie di intervento: la Deep Regeneration, orientata alla rigenerazione urbana e la Soft Regeneration, orientata alla rinaturalizzazione. In corso d’opera però questa rigida suddivisione ha necessitato l’adozione di un metodo più flessibile, capace di adattare la lettura dei singoli siti alle loro caratteristiche, al contesto e alle esigenze locali e regionali.

      Per individuare le chiavi di lettura che hanno guidato l’interpolazione dei criteri della mappatura GIS – da cui è derivata una prima suddivisione dei siti in Soft e Deep Regeneration – si è partiti dall’analisi dei sette Temi Chiave della Variante del PGT, cornice metodologica del Masterplan, ciascuno articolato in Obiettivi Generali (OG) e Obiettivi Specifici (OS), diventati la base da cui ricavare gli obiettivi degli scenari di riconversione.

      Sui 28 OS distribuiti tra i vari OG, l’analisi ha selezionato i 18 più rilevanti per la riconversione dei siti militari dismessi. Un aspetto centrale dell’approccio è la visione sistemica e circolare: OG e OS non sono compartimenti separati, ma si influenzano reciprocamente, generando impatti tanto indotti quanto ricercati.

      Per rappresentare graficamente questa interdipendenza è stato adottato un diagramma a forma di orologio, con il Tema 2 (OG2 – la rigenerazione territoriale) al centro come fondamento di tutte le azioni, e sei quadranti corrispondenti agli altri temi, ciascuno suddiviso negli OS identificati come “ore“. L’immagine restituisce un sistema unitario e coerente, in cui tutte le azioni di riconversione si tengono insieme.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._schema ad orologio con OG e OS

      Questa fase ha applicato chiavi di lettura ai 61 criteri per una seconda selezione dei 178 siti dismessi, attraverso grafici ad albero che, con vagli successivi, leggono con precisione crescente le caratteristiche di ciascun sito rispetto a un determinato OG. L'applicazione simultanea di tutti i livelli nel GIS ha però prodotto una selezione troppo stringente, restituendo meno siti del previsto. La metodologia è stata quindi ridefinita: un Vaglio Principale per ogni OG; verifica sito per sito tramite GIS e Google Earth; assegnazione di un OG dominante ed eventuali secondari su scala a tre livelli (alta = 3, media = 2, bassa = 1); applicazione dei vagli in accordo con l'OG dominante; verifica finale con eventuale correzione o motivazione delle discordanze.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._criteri locali
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._criteri territoriali
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._criteri ambientali

      Per ciascun OG sono stati definiti criteri specifici:

      • OG1 e OG7 (resilienza e valorizzazione rurale) escludono i siti sotto i 2 ettari o con scarsa permeabilità del suolo, privilegiando quelli con alto valore ecologico e presenza di aree naturali;
      • OG3 (equilibrio tra centri abitati) seleziona i siti vicini ai centri urbani, escludendo quelli isolati, con un’analisi caso per caso per risolvere eventuali sovrapposizioni con altri OG;
      • OG6 (aree produttive e commerciali) privilegia i siti in prossimità di zone industriali esistenti, nell’ottica di migliorarne i servizi e la qualità ambientale;
      • OG4 (mobilità e logistica) esclude i siti sotto 1 ettaro e lontani dai caselli autostradali, selezionando quelli con basso valore ecologico per preservare le aree più pregevoli;
      • OG5 (efficienza energetica) si concentra su siti di grandi dimensioni, in contesti isolati e con elevata superficie impermeabile, tenendo conto della vicinanza a viabilità primaria e dei vincoli normativi regionali.

      L’approccio complessivo combina dunque analisi quantitative GIS con valutazioni qualitative sito per sito, garantendo una selezione flessibile e contestualizzata.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._vaglio OG1 OG7
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._vaglio OG3 e OG6
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._vaglio OG5 E OG7
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._vaglio OG4

      le Carte Tematiche

      L’elaborazione delle Carte Tematiche ha permesso di organizzare i sette Obiettivi Generali della Variante del PGT, evidenziando per ciascuno di questi, le aree militari che presentano una priorità alta, separando le diverse logiche di intervento. Poiché ogni STL presenta caratteristiche territoriali differenti, il numero di Carte Tematiche non è uniforme: alcune aree risultano più vocate alla rinaturalizzazione, altre al rafforzamento del sistema produttivo, mentre in alcuni contesti quest’ultimo è del tutto assente.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._scenari

      Gli Obiettivi Generali del PGT sono:
      OG1 – Resilienza dei territori;
      OG3 – Equilibrio tra centri abitati;
      OG4 – Efficientamento della mobilità;
      OG5 – Bilancio energetico regionale;
      OG6 – Attrattività delle aree produttive e commerciali;
      OG7 – Valorizzazione delle aree rurali.
      L’OG2, dedicato alla rigenerazione territoriale, costituisce per il Masterplan la base comune a tutti gli scenari e non genera una Carta Tematica autonoma.
      Nell'animazione a seguire si prende ad esempio l'STL01, evidenziando gli OG risultati avere maggiore priorità in accordo alle caratteristiche mappate dai 61 criteri.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._individuazione degli OG in riferimento agli 11 STL

      gli scenari

      Uno degli obiettivi centrali del Masterplan è definire strategie credibili di riconversione attraverso un abaco di 52 scenari, organizzati secondo i sette Obiettivi Generali (OG) e che si basano sull’esperienza consolidata di riconversione di siti dismessi, sia militari che civili, maturate in ambito accademico e professionale. Ognuno di questi scenari condivide dei punti di contatto, evidenzia delle sinergie tra gli OG e gli OS che permettono di costruire una visione integrata delle possibili traiettorie di riconversione.

      Come anticipato, OG2 è trasversale a tutti gli scenari: non rappresenta un obiettivo da perseguire in sé, ma la base operativa di qualsiasi processo di riconversione. Si è posta attenzione anche alle azioni preliminari indispensabili che ogni comune deve considerare prima di approcciarsi a una riconversione:

      • bonifiche;
      • demolizione totale o parziale delle recinzioni;
      • demolizione di edifici e pavimentazioni.

      È stata redatta una check-list che accompagna il comune nelle azioni preliminari e negli elementi da attenzionare, che possono portare a criticità economiche e ambientali.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG2
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._prime fasi di riconversione - demolizioni e bonifiche
      CORDE_PGT.FVG_©archivio corde a.a._coseveg 02
      CORDE_PGT.FVG_©archivio corde a.a._coseveg 03
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG1

      Il TEMA 1 affronta il miglioramento della resilienza del territorio e la prevenzione dai rischi naturali. Le due principali azioni sono la riduzione delle superfici impermeabili attraverso la desigillazione del suolo, di cui il Masterplan fornisce alcuni esempi attuabili con soluzioni economiche anche per grandi superfici, e la piantumazione. Gli eventuali interventi di bonifica richiedono un approccio progettuale che può portare a soluzioni dirette o indirette come la fitodepurazione, raggiungendo l’obiettivo con due tempistiche differenti: le dirette sono più rapide e costose, le indirette più economiche e lente, ma si conciliano con la suddivisione dell’intervento per fasi e trasformano il sito in un affascinante paesaggio in evoluzione.

      Le scelte progettuali possono comprendere corridoi verdi, parchi urbani (v. la riconversione della Caserma di Monte Pasubio a Cervignano del Friuli), zone umide, bacini di biodiversità oppure si può scegliere di non intervenire e la sottrazione totale o mirata dell’azione antropica permette alla successione vegetale e della fauna di riequilibrarsi naturalmente con i suoi tempi.

      Il TEMA 3 ha come obiettivo la coesione ed equità dell’equilibrio tra centri abitati nell’area vasta. Questo è tra i più rilevanti del Masterplan: 87 siti con priorità alta, quasi 2 milioni m² di superficie, circa 1 milione m² di superfici impermeabili e 2,5 milioni m³ di volumetrie esistenti. Una massa edilizia enorme, spesso degradata, che richiede strategie di riuso selettive e sostenibili, coerenti con il passato militare e il paesaggo dell’abbandono. È necessario capire che una riconversione non deve forzatamente portare a nuovo tutto: accettare l’imperfezione significa ridurre i costi di demolizione e ricostruzione, valorizzare ciò che esiste, mantenere gli spazi aperti “selvaggi” (v. l’intervento di messa in sicurezza della Villa Dominicale a Grado) e trasformare il carattere transitorio in una qualità progettuale.

      Questo approccio guida a scenari dove gli edifici e gli spazi aperti vengono riqualificati con interventi minimi, dando luogo a forme di residenzialità urgente (co-housing, intergenerazionalità, auto-sufficienza, etc), a funzioni culturali/turistiche a basso costo, a innovativi spazi di lavoro. È l’esempio della riconversione di un ex edificio industriale a Sacile che mostra l’efficacia di un approccio “ibrido”, applicabile anche nei siti militari, soprattutto per tettoie, officine e capannoni ancora strutturalmente validi.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG3
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG4

      Il TEMA 4 mira al miglioramento dell’accessibilità e del sistema della mobilità sostenibile per persone e merci. Alcuni siti militari possono diventare strategici nella riconnessione dei tracciati viari o di parte di tessuto urbano, attraverso la semplice rimozione delle recinzioni. Ma possono accogliere anche funzioni logistiche, beneficiando della vicinanza a vie di traffico primario e di vaste superfici pavimentate.

      Il TEMA 5  affronta il miglioramento del bilancio energetico regionale, che vede nella riconversione dei siti militari in parchi fotovoltaici una possibilità già sperimentata. Gli scenari prevedono l’utilizzo dei piazzali ed edifici esistenti per installare pannelli fotovoltaici senza consumo di suolo aggiuntivo, il sollevamento degli impianti da terra per permettere più usi simultaneamente (v. la riconversione della Caserma di Monte Pasubio a Cervignano del Friuli), l’integrazione dell’agrivoltaico dove possibile, lo stoccaggio innovativo dell’energia prodotta tramite Co2 e idrogeno.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG5
      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG6

      Il TEMA 6 guarda all’attrattività e sostenibilità degli agglomerati produttivi e commerciali, evidenziando due obiettivi complementari: il miglioramento della dotazione di servizi degli agglomerati esistenti e l’incremento della qualità ambientale degli spazi di lavoro. In questi casi i siti militari possono ospitare nuove attività produttive, sfruttando le architetture esistenti oppure prefigurare degli usi temporanei, utili come fasi transitorie di attivazione del sito.

      Infine il TEMA 7 ha come obiettivo la valorizzazione delle aree rurali a supporto dell’agricoltura, della bioeconomia e del turismo. Questo è il secondo tema più rilevante del Masterplan: 55 siti con priorità alta (oltre 3.000.000 m², di cui 2.600.000 m² permeabili) e più di 16 siti con priorità media (circa 800.000 m² permeabili), confermando le potenzialità ecologiche e paesaggistiche elevate per una dotazione territoriale ampia. Il TEMA 7 invita a superare la logica della “funzione unica” e a sperimentare scenari ibridi, dove agricoltura, energia, natura, servizi e cultura convivono.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio corde a.a._abaco degli scenari dell'OG7

      Attraverso l’interpolazione di parole chiavi scelte per ogni OS, lo schema ad orologio diventa un dispositivo di sintesi capace di rappresentare in un’unica immagine le relazioni tra i sei Obiettivi generali (OG) e i relativi Obiettivi Specifici (OS), riflettendo la natura sistemica e interdipendente della pianificazione territoriale. L’analisi degli scenari ha infatti mostrato che uno stesso scenario può contribuire a OG diversi – scenari formalmente distinti condividono logiche operative simili – e che le azioni sul territorio si dispiegano lungo molteplici canali, che si rafforzano a vicenda.

      Come l’abaco degli scenari, anche lo schema ad orologio è stato progettato per servire due obiettivi:

      • supportare le Amministrazioni Comunali nella redazione dei DIP, offrendo un quadro strutturato per orientare le scelte programmatiche;
      • guidare i progettisti nella redazione dei DOCFAP, fornendo una visione integrata tra obiettivi di PGT e azioni sin dalle prime fasi del processo.

      Il Masterplan delle Aree Militari Dismesse nasce con un’ambizione precisa: guardare alla dismissione non caso per caso, ma alla grande scala, restituendone una lettura complessiva e inserendola nel quadro dei nuovi strumenti che la Variante al PGT introduce.
      Il lavoro di analisi e conoscenza costruito attraverso il Masterplan non è solo un inventario: è una metodologia, un modo di stare di fronte al tema della riconversione militare. Una base solida su cui le Amministrazioni Pubbliche potranno appoggiarsi per decidere il futuro dei singoli siti, ciascuno con le proprie specificità e potenzialità.
      È nella pianificazione intermedia – quella dei Sistemi Territoriali Locali e dei Comuni – che questa metodologia troverà la sua vera applicazione. Sarà lì che gli indirizzi generali del Masterplan si confronteranno con i territori reali, adattandosi alle esigenze concrete di ciascun contesto e prendendo forma in scelte progettuali specifiche.

      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._orologio come strumento di lettura
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 01
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 02
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 03
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 04
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 05
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 06
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 07
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 08
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 09
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 10
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._tavola sinottica sugli OG dell'STL 11
      CORDE_FVG.PGT_©archivio-corde-a.a._legenda delle tavole sinottiche sugli OG

      Regione Friuli-Venezia Giulia

      Masterplan delle aree militari dismesse del Friuli-Venezia Giulia

      2024 / 2026 – Friuli-Venezia Giulia

      team
      Corde Architetti Associati