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      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._rigenerazione urbana area militare in parco urbano

      Ex caserma Monte Pasubio

      Rigenerazione urbana
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto

      Il numero e l’estensione dei beni militari nel Friuli Venezia Giulia ha condotto nel tempo a una configurazione geografica e paesaggistica del tutto peculiare, all’interno di un territorio che rappresenta la regione più militarizzata d’Europa: l’influenza di un sistema così capillarmente diffuso si formalizza sotto diversi aspetti, dalla conformazione della rete infrastrutturale al modo in cui la massiccia presenza dei siti ha modificato nel corso degli anni lo sviluppo urbanistico e architettonico del territorio, oltre ad inevitabili risvolti politici, economici e sociali.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto

      Il lungo periodo di abbandono che questi luoghi hanno subito ha contribuito a preservare nella regione una vasta riserva di spazi che per la maggior parte restano ancora geografie irrisolte, ma che rappresentano una preziosa opportunità, con ricadute significative sull’intero territorio. Le risposte per un loro possibile riutilizzo, già estensivamente delineate grazie a studi, ricerche e applicazioni sul campo, hanno in comune un interesse sempre crescente rispetto alle tematiche del riuso e della sostenibilità.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._foto storica aerea Caserma Monte Pasubio
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto

      Il mondo in cui viviamo ora è già radicalmente mutato rispetto a vent’anni fa, quando il processo di demanializzazione dei beni militari ha iniziato la sua corsa: si dimostra infatti sempre più urgente strutturare un pensiero strategico nei confronti del cambiamento climatico, dell’esaurirsi delle risorse naturali, del concetto dannoso e ormai superato di spazio come risorsa da sfruttare e depurare.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._stato di fatto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._inquadramento sdf e sdp

      La storia della caserma è strettamente legata alle vicende storiche e militari della cittadina. Il Comune diventò italiano alla fine della Grande Guerra e rappresentò un luogo strategico dal punto di vista militare: durante il conflitto mondiale, l’intero abitato fu trasformato in un centro di comando al servizio della Terza Armata del Regio Esercito, adeguando numerosi edifici civili all’utilizzo militare. Come un polmone, Cervignano si espanse fino ad accogliere 5000 soldati, quasi il doppio della popolazione civile. Questo comportò il potenziamento dei servizi sanitari e delle strutture militari, mutando completamente l’assetto della città.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._foto storica Viale III Armata, Caserma Monte Pasubio
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._mappa storica Cervignano del Friuli

      La caserma Monte Pasubio, edificata negli anni ’30 e attiva fino al 1991, appartiene infatti alla tipologia della “città militare”, un’area di media estensione contenente una serie di edifici e di funzioni diversificate, che con la propria attività influenzava fortemente il territorio circostante e la sua economia. Le strutture presentano diverse dimensioni, funzioni e tipologie che rispecchiano le esigenze dell’epoca, organizzate secondo uno schema ordinato e connesse da percorsi interni regolari e funzionali.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._sequenza cronologica
      CORDE_ELDERPOLIS_©archivio corde a.a._studio di fattibilità_sdf esterni
      CORDE_ELDERPOLIS_©archivio corde a.a._studio di fattibilità_sdf interni
      CORDE_ELDERPOLIS_©archivio corde a.a._studio di fattibilità_sdf interni

      I beni militari dismessi, abbandonati da anni e da anni inaccessibili, rappresentano delle vere e proprie “stanze“ chiuse, la cui dimensione spesso imponente è ancora più evidente quando si trovano all’interno di piccoli centri urbani. Riaprire dopo anni una stanza che si estende per 11 ettari è un gesto che genera opportunità e nello stesso tempo rischia di stravolgere un equilibrio ormai sedimentato.

      Anche per questo motivo, oltre che per più ovvie motivazioni di carattere economico e gestionale, la strategia dello scenario progettuale si sviluppa lungo due direttrici spazio – temporali: la prima prevede la suddivisione dell’area in lotti minori, da realizzare per fasi successive, ognuno caratterizzato da un proprio grado di autonomia e da una compiutezza nel disegno e nella destinazione finale; la seconda fa insistere la suddivisione delle fasi di lavoro su una linea temporale di lungo periodo (almeno 10 anni), un lasso di tempo sufficientemente ampio e utile a distribuire in modo efficiente le risorse finanziarie, garantire una corretta gestione delle lavorazioni, consentire un grado ottimale di flessibilità e modulabilità per venire incontro al prevedibile mutare delle esigenze, permettere al nucleo urbano di metabolizzare nuovamente la presenza del grande vuoto, che tornerà gradualmente a far parte della vita della città e a cui, spesso per la prima volta, ciascuno potrà avere accesso.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._costruzione della griglia
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._timeline interventi
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._figure del progetto

      La riprogettazione di uno spazio così fortemente caratterizzato non può prescindere dalle tracce della memoria, evidenti non solo nell’espressione architettonica degli edifici e di altri elementi iconici tuttora conservati, ma anche nella conformazione degli spazi e nella griglia che insiste su tutta l’area governandola in modo preciso e tuttora visibile. La strategia progettuale ha l’obiettivo di mantenere quando possibile la vocazione dei diversi elementi, nell’ottica di un approccio sostenibile che prevede il riutilizzo dell’esistente limitando le nuove costruzioni all’1% dell’area di progetto, minimizzando le demolizioni e lavorando sui tracciati originari.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._esploso assonometrico
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._foto storica giardino all'italiana, Caserma Monte Pasubio
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._collage
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._recupero dell'esistente

      Si prevede la demolizione degli edifici in pessimo stato di conservazione, mentre gli edifici in buono stato verranno recuperati in vista di un differente utilizzo: la composizione tra i nuovi vuoti generati dalle demolizioni e il sedime della pavimentazione esistente diviene la base di partenza per il ridisegno dell’area e di una nuova griglia distributiva, elemento di mediazione tra preesistenza e rifunzionalizzazione dei percorsi. La griglia di base determina anche la suddivisione in lotti dell’intera area, consentendo una pianificazione economica e strategica dei lavori di riconversione in una logica di lungo periodo; il disegno della griglia di lottizzazione prende forma dall’esistente ricalcandone le regolarità e cercando una suddivisione coerente e calibrata sulla consistenza e sulla tipologia di lavori previste per ogni lotto. La realizzazione di ciascun lotto risponde a un cronoprogramma predefinito sulla base di strategie legate all’utilizzo dell’area e al suo rapporto con la città e i flussi di visita.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._assonometria ingresso est

      All’interno del parco verrà inoltre restaurato il giardino all’italiana e saranno attuate azioni di conservazione puntuale: i cippi monumentali, il pennone della bandiera nella Piazza d’Armi, i resti del poligono di tiro, le tracce del deposito carburanti, le garitte, saranno trattati come punti di riferimento simbolici che rappresentano il passato militare della cittadella e ne manterranno vivo il significato storico. L’obiettivo è dare parola ai segni preservati attraverso una narrazione diffusa, che contribuisca a preservare e diffondere la memoria bellica del luogo, e a sviluppare una consapevolezza del suo ruolo nell’ambito del processo di militarizzazione del territorio friulano.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._render ingresso est
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._assonometria multisport
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._render multisport
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._render multisport

      La strategia di riconversione dell’ex caserma innesta le proprie radici nell’ottica del riuso sostenibile: l’approccio votato al riuso del patrimonio esistente nel territorio è necessaria conseguenza dell’eredità edilizia figlia di un periodo storico basato su modelli di sviluppo che si sono rivelati errati e che costellano oggi le nostre città e le nostre periferie di involucri vuoti non più funzionanti. Uno degli obiettivi primari è quello di realizzare la maggior parte se non la quasi totalità del progetto riutilizzando il patrimonio architettonico esistente e le materie derivanti dalla demolizione dei manufatti che, per motivi di tipo strutturale ed economico, non è possibile recuperare.

      Le ricadute dello scenario di riconversione impostato si assestano su livelli differenti, ognuno strategico per il proprio ambito. La ricaduta ambientale insita nella realizzazione di un parco di quasi 11 ettari, evidente fin dall’analisi extracomunale, coinvolgerà non soltanto l’area in esame ma l’intero territorio circostante, configurandosi come un importante bacino di biodiversità. L’utilizzo di energie rinnovabili come le coperture fotovoltaiche, inoltre, avrà una ricaduta diretta sia nella manutenzione del parco, che diverrà energeticamente autosufficiente, sia nel contesto urbano, attraverso la messa in rete del surplus nella comunità energetica.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._render raingarden
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._assonometria mercato coperto
      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._render mercato coperto

      Riqualificare la caserma in parco urbano, limitando le nuove costruzioni all’1% dell’area di progetto, non nega la possibilità di ulteriori interventi futuri, ma mira piuttosto a una risposta coerente in linea con esigenze ambientali sempre più stringenti, che si dimostri nel contempo flessibile e pronta ad accogliere potenziali cambiamenti all’interno della propria conformazione.

      CORDE_MNTPSB PARCO URBANO_©archivio corde a.a._assonometria giardino all'italiana

      Ex caserma Monte Pasubio

      Rigenerazione urbana

      committente
      Comune di Cervignano del Friuli

      anno – luogo
      2023/in corso – Cervignano del Friuli, Udine

      tipologia
      Rigenerazione urbana

      crediti
      © archivio corde architetti associati

      team
      corde architetti associati