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      CORDE_CMPR_©gerdastudio_scorcio dalla strada

      Val di Croda

      Riqualificazione di un'area verde ed edificio polifunzionale
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_scorcio su edificio polifunzionale
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio interventi parco

      Croda in dialetto veneto significa roccia, una parola che dà giustamente il nome a questa valle: a partire dal torrente Artugna che vi scorre sul fondo, la Val di Croda si presenta come una vasta distesa di pietre interrotta solo dal grande bosco che dalla pedemontana la accompagna sino alla cima dei monti. Delle sue pietre si è nutrito il paese di Dardago ed anche il sistema di mulini che segue il corso dell’Artugna all’interno della valle, tutti edifici costruiti in modo magistrale proprio con i sassi ricavati dalle crode.

      Uscendo da Dardago ed inoltrandosi nella valle lungo la via S. Tomè, dopo poco più di un chilometro si incontra il parco di Ciampore, una vasta radura attrezzata con giochi e sedute, che è diventata un punto di riferimento per gli amanti del pic-nic e delle scampagnate. L’area necessitava però di una riqualificazione volta ad elevare la qualità generale dei servizi offerti, attraverso un ridisegno generale e la costruzione di un edificio polifunzionale che diventasse uno dei poli del turismo sportivo/naturalistico, che nella valle trova sempre più riscontro.

      corde a.a._Ciampore_©archivio corde a.a._ortofoto
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio moltrin albero parco
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_vista dall'alto

      Moltrin è il recinto in sassi di forma circolare che i pastori della zona costruivano per radunare il gregge per la mungitura: una forma semplice e potente, realizzata con le pietre del luogo e utilizzata per raccogliere e proteggere.

      Il parco si organizza proprio a partire da questa forma, bassi muretti circolari di varie dimensioni disposte attorno ai focolari: i muri a secco hanno l’altezza di una seduta e racchiudono verso l’interno una zona piatta dove sono collocati i tavoli, mentre sul lato esterno risentono delle pendenze naturali del terreno, fino quasi a scomparire al suo interno a seconda dei punti. Si forma così un insieme di piccole isole fatte di muretti, tavoli e focolari, anche questi impostati sulla forma circolare, che dialogano tra loro, permettono alle persone di sedersi verso l’interno e l’esterno e favoriscono lo scambio, l’apertura, la condivisione sia mentre si cucina che quando si mangia. Non sono concetti astratti, è esattamente quello che succede ogni fine settimana, quando l’area si riempie di persone.

      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio moltrin parco
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettagli moltrin
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_vista dall'alto_dettaglio parco
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_vista dall'alto percorsi

      Tra queste isole si snoda il percorso principale del parco, realizzato con un sistema di passi perduti in pietra inseriti nel terreno, che collega i due parcheggi realizzati agli ingressi est e ovest dell’area. A metà del suo sviluppo il percorso incontra un lavatoio, realizzato con un unico masso di scuro porfido squadrato in cava: è una pietra gigantesca, volutamente estranea per colore e dimensione alle pietre locali, che sono chiare e di piccolo formato, ed è un altro punto di ritrovo delle persone, che qui sostano per lavarsi e bere.

      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio passi perduti
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio dall'alto passi perduti
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio passi perduti e punti d'acqua
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_arrivo dal parco

      Proseguendo lungo il percorso attraverso gli alberi si raggiunge l’edificio che raccoglie tutte le funzioni richieste. La sua impostazione è molto semplice: una vasta tettoia rettangolare sotto cui sono disposti tre semplici volumi rivestiti di legno, che raccolgono gli edifici del bar, aula didattica, docce/servizi igienici e area riparazione biciclette. Questi volumi sono disposti in modo da costruire una semplice ma articolata composizione fatta di scorci e passaggi, che confluiscono in un vasto portico coperto e aperto su tutta l’area. Visto dal parco l’edificio sembra quasi un palcoscenico ombreggiato dove accadono cose, ma dal suo interno la visione si rovescia ed è proprio il parco assolato a diventare l’oggetto da osservare. La vasta tettoia mira a diventare un piccolo condensatore di attività, semplice nella composizione ma flessibile e articolata negli usi: sotto di essa confluiscono le persone dal parcheggio e dal parco, il bar si espande con le proprie sedute e si accede all’aula didattica, che si può aprire raddoppiando la sua superficie verso il parco. La tettoia è un ampio rettangolo inclinato di legno, che si interrompe poco prima degli arcarecci: quando piove, l’acqua si accumula in copertura, scivola ritmicamente gocciolando sul prato e genera un suono cadenzato che si sovrappone a quello della pioggia, avvicinando questo spazio immerso nel bosco ai portici delle case giapponesi e aprendosi ad una dimensione quasi meditativa.

      CORDE_CMPR_©gerdastudio_sguardo verso il parco sotto la tettoia
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_edificio polifunzionale e tettoia
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_edificio polifunzionale e tettoia
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_edificio polifunzionale e tettoia
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_scorcio verso il bosco
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio rivestimento ligneo
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_dettaglio rivestimento ligneo prospetto posteriore
      CORDE_CMPR_©gerdastudio_panoramica con sfondo la valle
      CORDE_CMPR_©corde architetti_planimetria generale
      CORDE_CMPR_©corde architetti_sezione trasversale edificio polifunzionale
      CORDE_CMPR_©corde architetti_sezione long edificio polifunzionale

      Val di Croda

      Riqualificazione area verde ed edificio polifunzionale

      committente
      Comune di Budoia

      anno – luogo
      2019/2024 – Budoia, Pordenone

      tipologia
      Riqualificazione

      crediti
      © gerdastudio

      team RTP
      Corde Architetti Associati
      Stradivarie Architetti Associati
      Mountech srl
      Ing. Antonio Colonello
      Geologo Marco Croatto